
orecchini creati da Elena Martinico, ex allieva dello IED
Intorno al nostro corpo e ai nostri comportamenti ruota un complesso sistema di simboli che lo stylist di gioielli, grazie a una certa sensibilità estetica acquisita con la pratica del mestiere, sa trasformare in oggetti e forme definite.
I bijoux, in realtà, non sono altro che una manifestazione concreta di tali particolari segni. Da questa capacità più o meno innata di “traduzione” da qualcosa di inafferrabile a qualcosa di tangibile, il designer dimostra quanto è grande la sua creatività. Quest’ultima, ovviamente, può essere sviluppata attraverso un continuo aggiornamento culturale e tecnologico, pur rimanendo correlata soprattutto alla sensibilità e all’abilità di cogliere, nei comportamenti quotidiani delle persone, le tracce per intuire i loro stili e desideri futuri.
Per acquisire e raffinare questa attitudine è molto utile seguire un corso specifico sul Design del Gioiello, preferibilmente in una scuola qualificata come lo IED (Istituto Europeo di Design). Qui gli allievi, durante un percorso formativo triennale, approfondiscono qualsiasi aspetto riguardante la progettazione e realizzazione di un monile, dal disegno (a mano libera, tecnico o col computer) alla lavorazione artigianale con materiali sia tradizionali che inconsueti all’interno di laboratori. Avere a disposizione una vasta scelta di materiali facilita appunto la sperimentazione, supportata anche dall’ubicazione dei maggiori enti di formazione del settore in aree metropolitane dove nascono sempre nuove tendenze.
A prescindere da tutto ciò, comunque, l’aspirante stylist deve avere già un certo talento verso la professione ancor prima di cominciare a intraprenderla seriamente, oltre a una forte motivazione per emergere sulla concorrenza, che purtroppo è molta.
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